domenica 29 novembre 2015

Esce dal carcere dopo 44 anni e non accetta la tecnologia: "Hanno i fili nelle orecchie"

"Affronto il futuro, invece di affrontare il passato". Come svegliarsi una mattina, 44 anni dopo. Il mondo è cambiato, la gente veste diversa, la velocità è aumentata. Otis Johnson ha provato sulla pelle questa sensazione, proiettato in un pianeta hi tech dopo una vita al buio.  Fu incriminato per tentato omicidio di un poliziotto all'età di 25 anni, ora ne ha 69. Ha scontato la sua pena, acuita da un precedente per furto che l'ha resa ancora più lunga. 


Si è ritrovato a camminare tra le strade e la folla di Time Square a New York, accerchiato da smartphone, tablet e ipod. "Fili nelle orecchie", dice riferendosi agli auricolari. Perché lui in questo mondo non ci aveva ancora messo piede.  
"Il mio ritorno è stato difficile". Racconta in un'intervista video da Al Jazeera. "Molte cose sono cambiate - spiega - Ho perso i contatti con la mia famiglia da quando sono stato incarcerato. Non ho una fidanzata, fratelli o sorelle. Nessuno con il quale parlare. Mi manca molto la mia famiglia".
"Sono entrato in prigione all’età di 25 anni e quando sono uscito ne avevo 69 - dice ancora - Credo che ogni cosa accada per una ragione. Affronto il futuro, invece di affrontare il passato".

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