giovedì 15 dicembre 2016

Imprenditrice grazie alle cipolle: ecco come vivere e lavorare grazie ai frutti della terra


Tornare alla vita semplice e vivere dei frutti della terra iniziando un'attività imprenditoriale senza dover abbandonare le radici e il proprio luogo di nascita sembra impossibile oggi come oggi. Antonietta Melillo, mamma 38enne di due bimbi, ha dimostrato che questo progetto di vita è fattibile. Residente ad Alife, un paesino in provincia di Caserta di settemila abitanti, ha deciso cinque anni fa di coltivare le cipolle dopo essere stata costretta a chiudere il negozio d'abbigliamento di famiglia. Grazie a lei  le cipolle di Alife sono diventate un Presidio Slow Food. "Il mio futuro - racconta ad HuffPost - lo immaginavo diverso, pensavo che avrei portato avanti l'attività di famiglia e invece ho dovuto chiudere perché il paese si stava impoverendo. Con due bambini piccoli per me è stato un momento drammatico".  
Le cipolle sono una specialità di Alife, vera fonte di sostentamento. Questa varietà antica era nota ai romani: si racconta che i gladiatori romani fossero soliti strofinarsi il corpo con le cipolle per rassodare i muscoli e che con i Longobardi, erano usate per barattare affitti e scambiarsi doni. Le sue proprietà aiutano a combattere il mal di testa e a contrastare la perdita di capelli.  
Il problema per Antonietta a quel punto era trovare i semi: "Era quasi impossibile trovarli, si stavano estinguendo. Dopo una lunga ricerca ho incontrato una signora di 83 anni che me li ha regalati e dopo poco è morta. Ho capito che dovevo fare presto, prima che di questa coltivazione si perdesse la memoria e anche per lei ho voluto portare a termine questo mio progetto... Molti mi dicevano che con le cipolle non si vive, che nessuno le mangia più, ma alla fine sono riuscita a dimostrare il contrario... In molti hanno seguito le mie orme e hanno incrementato la coltivazione". 

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