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martedì 17 marzo 2020

Al Bano, l'appello a Storie Italiane: «È la terza guerra mondiale, ma qualche furbetto fa finta di non capire»



Al Bano scende in campo contro il Coronavirus. Il cantante, ospite di Storie Italiane, la trasmissione di Eleonora Daniele, ha voluto mandare un messaggio agli italiani. Un messaggio per invitarli a seguire le regole: "Siamo davantia alla terza guerra mondiale", ha detto Al Bano. «Auguro tutto il bene possibile a noi italiani, restate a casa e facciamo quello che bisogna fare per sconfiggere questo male incredibile e invisibile che attacca senza preavviso. Dobbiamo unirci e seguire i comandamenti che i medici ci hanno dato, dobbiamo eseguire alla lettera per poter sconfiggere il Coronavirus» questo il messaggio di Al Bano in collegamento con Storie Italiane, la trasmissione in onda su Rai1 dedicata all'emergenza sanitaria per il Covid-19.





Al Bano si trova nella sua Cellino San Marco e spiega ai microfoni del talk show come sta vivendo questo momento difficile: "In famiglia noi rispettiamo le regole, siamo chiusi come si dice tra casa e chiesa, facendo la giusta ginnastica ogni giorno", poi un messaggio diretto alla padrona di casa Eleonora Daniele: «Appena nasce la piccola voglio essere presente, devo esserci come è successo con il tuo matrimonio».

«Sono anch'io diventato paziente come tutti gli italiani, c'è qualche furbetto che non ha capito forse l'importanza del momento. Bisogna rispettare le regola che ci dettano quotidianamente perché siamo in una perfetta Terza Guerra Mondiale e il nemico è unico per tutti noi. Ho letto che ogni cento anni arriva un virus, bisogna stare attenti a questi periodi che arrivano e ci trovano sempre impreparati. Riunirsi mentalmente per aggredire noi il virus e non l'oppposto», ha concluso Al Bano nella puntata in onda il 16 marzo. 

mercoledì 10 luglio 2019

Alex, il ragazzo disabile sollevato dal pubblico al concerto: «Dicevano che non potevo neanche parlare, ora studio all'università»



Lo scatto di Daniel Cruz che ritrae Alex, il ragazzo disabile sollevato in aria dal pubblico del Resurrection Fest, è diventato virale in tutto il mondo. Dal piccolo centro di Viveiro (Lugo), nella regione della Galizia, in Spagna, la foto di Alex, grande appassionato di heavy metal e affetto sin dalla nascita da paralisi cerebrale, è stata condivisa migliaia di volte sui social. Lo facciamo anche noi.

Alex, che oggi studia giurisprudenza all'università della Rioja, è affetto sin dalla nascita da paralisi cerebrale e i medici, ai genitori, dicevano che per lui c'erano ben poche speranze di avere una vita normale. Lui, però, crescendo ha dimostrato il contrario, suggellando un percorso personale culminato con lo scatto del Resurrection Fest.

La foto è diventata virale, raccogliendo il plauso di tanti utenti sul web. Alcuni dei presenti, però, hanno minimizzato il loro gesto di solidarietà e inclusione: «Ce l'aveva chiesto e lo abbiamo accontentato, non ci è costato nulla. C'era anche un'area attrezzata per i disabili, ma quel ragazzo aveva scelto comunque di vivere i concerti sul prato, in mezzo al pubblico».





«Non pensavo di poter provare un'emozione simile, quando mi hanno alzato a quell'altezza mi sono sentito come Dio. Per me è stata un'esperienza incredibile, aspettavo con ansia il Festival, ero riuscito anche a comprare l'entrata per tutta la durata dei concerti» - racconta Alex, 21 anni, al portale spagnolo NueveCuatroUno - «Ho intenzione di tornare anche per le prossime edizioni, sono una persona molto positiva. Anche perché da bambino i medici dicevano ai miei che non sarei riuscito neanche a parlare, invece sto imparando a fare tutto: so parlare e scrivere, studio giurisprudenza e so benissimo che, col tempo e con l'impegno, tutto è possibile, basta volerlo. Ai ragazzi nella mia stessa condizione dico: "Non chiudetevi in casa, non precludetevi niente, le barriere e i limiti sono solo nella vostra mente"».

lunedì 20 maggio 2019

Cantante malato di cancro rifiuta il trapianto: «Non voglio il fegato, potrebbe essere di un omosessuale»




Rifiuta un trapianto indispensabile per la sua vita perché teme che l'organo sia di un omosessuale. Vicente Fernández, uno dei musicisti messicani più popolari e definito “re della musica ranchera”, ha dichiarato di aver rifiutato un fegato, nella sua lotta contro un tumore, perché temeva che l'organo potesse arrivare da una persona gay.




In un'intervista al programma messicano "De Primera Mano" il cantante ha raccontato che i medici avevano trovato per lui un fegato, ma la notizia, al posto di rallegrarlo, lo ha reso diffidente fino a spingerlo a rifiutare l'organo. Fernández ha dichiarato di aver risposto ai medici di non volere il fegato: «Gli ho risposto "Non andrò a dormire, a fianco a mia moglie con il fegato di un altro uomo. Non so neanche se era omosessuale o dipendente da qualche droga"». È stata proprio questa ultima frase a far scoppiare le polemiche. 





Il cantante si è sentito male durante un torur in Texas, dopo il ricovero in ospedale i medici hanno diagnosticato il tumore e trovato il donatore. Fernández però ha dichiarato di non voler accettare l'organo di un altro uomo, ha ammesso durante l'intervista di essere andato via dall'ospedale nonostante il parere negativo dei medici, il tutto tra tante risate. L'atteggiamento e le parole però non sono piaciute a molti dei suoi fan e si è alzato un gran polverone intorno all'artista, tanto da spingere il figlio ad intervenire per difenderlo: «Mio padre non ha mai detto nulla di omofobo, l'unica cosa che ha detto è che non sarebbe andato a dormire con il fegato di un altro uomo».